ENG

Sicioldr and the secret word


Sicioldr is an unusual word, it has an hissing, raw and allusive sound. It revealed itself mysteriously to my consciousness a few years ago and now, fortunately, it has become A part of my life. I do not remember the exact moment when it revealed itself, nor its sensory origin (auditory, visual?). Actually, I must admit I do not even know its correct pronunciation. The only thing I am sure of is that it belongs to the same world that I depict in my works. I know only two words of this otherworldly dimension, one is Sicioldr, the other one is secret and I have only mentioned it a few times in my life. The first time I heard the secret word it was in a childhood nightmare. I hid inside my house from a mysterious, dark presence. I was completely frightened and, AT the peak of fear, I heard it, spoken by an incomprehensible and ancient female voice(perhaps the Mesopotamian Lilith?). At that time I had recurring dreams related to this female presence and I was so oppressed that I could not sleep for fear of meeting her. A chthonic deity as the Great Mother, ambassadress of the mind's depths. Her memory alone can cause me intense feelings of unsettlement. This unpronounceable word accompanied me throughout childhood, I only used it to define this particular type of nightmare and in general the hermetic realm of the psyche,which now I call the charming contact with "Soul". While these words evoke the anxiety of the dark side of mankind, Sicioldr becomes for me a figure of light, the mythical hero who, with a lantern and a shield, performs κατάβασις and extracts the content from the abyss to lead it to the light. He is the speleological agent that makes the unconscious conscious. The story of Sicioldr in the world of creativity is a journey of exploration and introspection, a Dantesco journey where mythical figures mingle with bodies infused with enigmas, sibylline gazes of hermaphrodite figures, endless deserts, plant and animal kingdoms interwoven in unspeakable forests, labyrinths, mists, mysterious idols, eclipses, metamorphosis are what I see when when I open "The Eye": "Oculatus Abis."


ITA

Sicioldr e la parola segreta


Sicioldr è una parola insolita, ha un suono sibilante, sgranato e allusivo. Si è rivelata misteriosamente alla mia coscienza un giorno di qualche anno fa e che ora, fortunatamente, è entrata a far parte della mia vita. Non ricordo con esattezza il momento in cui si manifestò, né la sua origine sensoriale (uditiva, visiva?). In verità devo ammettere che non conosco neanche la sua corretta pronuncia. L'unica cosa di cui sono certo è che appartiene allo stesso mondo che descrivo nelle mie opere. Conosco unicamente due parole di questa dimensione ultraterrena, una è Sicioldr, l'altra è segreta e l'ho menzionata solo poche volte nella mia vita. La prima volta che ho sentito la parola segreta è stato in un incubo infantile. Mi nascondevo dentro la mia casa da una misteriosa, oscura presenza. Ero completamente preso dal panico e, nel picco massimo della paura, l'ho sentita, pronunciata da una voce femminile incomprensibile e antica(forse la mesopotamica Lilith?). All’epoca ebbi ricorrenti sogni collegati a questa presenza femminile e ne ero così oppresso da non riuscire a dormire per timore di incontrarla. Una Divinità ctonia come Grande Madre, ambasciatrice delle profondità della mente. Il suo solo ricordo poteva già provocarmi intense sensazioni di turbamento. Quella parola impronunciabile mi ha accompagnato per tutta l'infanzia, l'ho usata soltanto per definire questo tipo particolare di incubo e in generale il regno ermetico della psiche, quello che ora è il contatto affascinante con “Anima”. Se da un lato queste Parole-ombra evocano l’inquietudine dell’oscuro umano, allora Sicioldr diventa per me una figura di luce, l'eroe mitico che, con una lanterna e uno scudo, compie κατάβασις ed estrae il contenuto dall'abisso per condurlo verso la luce. Egli è l'agente speleologico che rende conscio l'inconscio. La storia di Sicioldr (il Luminoso) nel mondo della creatività è una viaggio di esplorazioni e introspezioni, un viaggio Dantesco dove figure mitiche si mescolano a corpi pervasi di enigmi, a sguardi sibillini di figure ermafrodite, a deserti sconfinati, a regni vegetali ed animali intrecciati in foreste indicibili, labirinti, nebbie, idoli misteriosi, eclissi, metamorfosi sono ciò che vedo quando riesco ad aprire "L'Occhio": "Oculatus Abis".